Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo. (Blaise Pascal)
lunedì 29 marzo 2021
Iconologia dell'homo geometricus
Dal cosmo all’uomo e ritorno. Lettura di Tavola B del Mnemosyne Atlas di Aby Warburg
Il corpo nell'iconologia
Aby Warburg, il padre dell'iconologia moderna, con le sue ricerche intorno all'Atlas Mnemosyne ha cercato le invarianti iconologiche nelle posture del corpo come espressione fisica di sentimenti e di atteggiamenti dell'animo. Le invarianti iconologiche devono essere intese come "costanti" nella scienza dell'iconologia per cui Aby Warburg ha cercato di fornire una teoria "scientifica".
Corpus
Un corpus è una collezione di testi selezionati e organizzati per facilitare le analisi linguistiche.
Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL)
Incontro di oggi 29 marzo 2021
Per chi non riuscisse a connettersi, questo è il link:
https://polito-it.zoom.us/j/97297558928?pwd=SWVmbDRvOUR5R21rZjR6cWQyZ3FIQT09
sabato 27 marzo 2021
Il corpo nella Divina Commedia
- Poi ch’hei posato un poco il corpo lasso (Inf. I, 28)
- E caddi, come corpo morto cade. (Inf. V, 142)
- Che l’anima col corpo morta fanno. (Inf. X, 15)
- Quando si parte l’anima feroce | Dal corpo, ond’ella stessa s’è disvelta, (Inf. XIII, 95)
- E visse, e vi lasciò suo corpo vano. (Inf. XX, 87)
- E son col corpo che ho sempre avuto. (Inf. XXIII, 96)
- Se col suo grave corpo non s’accascia. (Inf. XXIV, 54)
- Per ch’io il corpo suso arso lasciai. (Inf. XXX, 75)
- Del padre loro Alberto e di lor fue. | D’un corpo usciro; (Inf. XXXII, 58)
- Ed egli a me: Come il mio corpo stea | Nel mondo su, nulla scienza porto. (Inf. XXXIII, 123)
- Sappi che tosto che l’anima trade, | Come fec’io, il corpo suo l’è tolto (Inf. XXXIII, 130)
- E forse pare ancor lo corpo suso | Dell’ombra che di qua dietro mi verna. (Inf. XXXIII, 134)
- Che questi lasciò un diavolo in sua vece | Nel corpo suo, e d’un suo prossimano, . (Inf. XXXIII, 146)
- E in corpo par vivo ancor di sopra. (Inf. XXXIII, 157)
- Come gente che pensa suo cammino, ! Che va col core, e col corpo dimora. (Purg. II, 12)
- Così com’io t’amai | Nel mortal corpo, così t’amo sciolta: (Purg. II, 89)
- dov’è sepolto | Lo corpo dentro al quale io facea ombra: (Purg. III, 26)
- Che questi è corpo uman che voi vedete (Purg. III, 95)
- L’ossa del corpo mio sarieno ancora | In cò del ponte presso a Benevento (Purg. III, 125)
- Quando s’accorser, ch’io non dava loco, | Per lo mio corpo, al trapassar de’ raggi, (Purg. V, 26)
- Che il corpo di costui è vera carne. (Purg. V, 33)
- Lo corpo mio gelato in su la foce | Trovò l’Archian rubesto; (Purg. V, 124)
- Vidi Conte Orso, e l’anima divisa | Dal corpo suo per astio e per inveggia, (Purg. VI, 20)
- Misurrebbe in tre volte un corpo umano: (Purg. X, 24)
- O anima, che fitta | Nel corpo ancora, inver lo ciel ten vai, (Purg. XIV, 11)
- Come a lucido corpo raggio viene. (Purg. XV, 69)
- Quando disanimato il corpo giace; (Purg. XV, 135)
- Perché suo figlio mal del corpo intero (Purg. XVIII, 124)
- E lascia il corpo vilmente disfatto. (Purg. XXIV, 87)
- A dir: Colui non par corpo fittizio. (Purg. XXVI, 12)
- S’io era corpo, e qui non si concepe, Come una dimensione altra patìo, | Ch’esser convien se corpo in corpo repe (Par. II, 37-39)
- Ma ditemi: che sono i segni bui | Di questo corpo, (Par. II, 50)
- Esto pianeta; o sì come comparte | Lo grasso e il magro un corpo, così questo | Nel suo volume cangerebbe carte. (Par. II, 77)
- Dentro dal ciel della divina pace | Si gira un corpo, (Par. II, 113)
- Virtù diversa fa diversa lega | Col prezioso corpo ch’ell’avviva, (Par. II, 140)
- Per la natura lieta onde deriva, | La virtù mista per lo corpo luce, (Par. II, 143)
- Lo corpo, onde ella fu cacciata, giace (Par. X. 127)
- E al suo corpo non volle altra bara. (Par. XI, 117)
- Chè gli organi del corpo saran forti (Par. XIV, 59)
- Come del corpo il cibo che s’appone (Par. XVI, 69)
- In Terra è terra il mio corpo, e saragli (Par, XXV, 124)
- Maggior bontà vuol far maggior salute: | Maggior salute maggior corpo cape, | S’egli ha le parti ugualmente compiute. (Par. XXVIII, 67-69)
- Noi semo usciti fuore | Del maggior corpo al Ciel ch’è pura luce, (Par. XXX, 39)
- Sì che l’anima mia, che fatta hai sana, | Piacente a te dal corpo si disnodi. (Par. XXXI, 90)













