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Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo. (Blaise Pascal)
lunedì 3 maggio 2021
martedì 20 aprile 2021
La doctrine des modernes
La doctrine des modernes.
Nous avons vu Jean de Ripa réprouver la théorie des anciens sans reproduire
un seul des arguments allégués par eux . Nous savons pourquoi : c'est qu'il les
juge débiles et, ce qui est plus grave peut- être, banals. Il va procéder de même à l'égard des modernes.
Nous savons aussi pourquoi : eux se sont contentés de sophismes puérils. Il se
contentera donc, lui , d'apporter quelques bonnes raisons pour rejetter leur
thèse. Tout ce qu'il consent à faire, avant d'engager, non le combat, mais sa
démonstration péremptoire, c'est de rappeler cette thèse, mais de la façon la
plus concise, en l'allégeant de son élément physique relatif à la raréfaction
et à la condensation . Elle devient donc simplement ceci : Une essence
numériquement identique peut croître en intensité sans variation essentielle. C'est
qu'il n'a pas du tout l'intention de faire un sort ici du moins à ces notions
de raréfaction et de condensation . Elles ne paraîtront nulle part dans son
argumentation. Nous ne saurions trop le regretter. Cependant, il ne nous est
peut - être pas tout à fait impossible de combler cette lacune. Non à l'aide de
Grégoire de Rimini, comme je l'ai espéré quelque temps, et comme en communique
l'espoir une note des Conclusiones . Le texte qu'elle cite contient bien une
allusion à la rarefactio et à la condensatio *, mais : 1 ° ces notions ne
jouent pas le rôle qu'elles jouent ici aux yeux de Jean de Ripa ; 2 ° rien ne
prouve que Grégoire engage sur ce point sa propre doctrine, et tout invite
plutôt à penser le contraire ; 3º ni lui ni l'éditeur ne citent un docteur qui
aurait soutenu cette théorie ou employé cette image. Mais Alphonsus Vargas
Toletanus se montre, sur ce point , plus généreux que son émule. Si nous
pouvons l'en croire -et le texte qu'il cite n'invite pas à douter — c'est à
Thomas de Strasbourg que doit penser ici Jean de Ripa, Thomas de Strasbourg,
qui publia son commentaire en 1337 et qui va mourir, général de l'Ordre, en
1357. C'est donc vraiment, pour Jean de Ripa, un modernus. Voici, d'après
Alphonsus Vargass, ce qu'aurait soutenu Thomas de Strasbourg dans son
Commentaire de la dist. 17. q. 2, art. 2, en critiquant la thèse de Thomas
d'Aquin et de Gilles de Rome : « Sed ad istam rationem in suo simili quidam
doctor noster nititur respondere dicens quod, quamvis illud argumentum aliquam
apparentiam habeat de aliis accidentibus magis et minus susceptibilibus via
naturali , de caritate tamen et gratia ceterisque virtutibus a Deo per
creationem infusis nihil concludit : quia omnem talem formam Deus potest secundum
magis et minus intimare subiecto, nulla previa requisita dispositione : ita
quod eadem essentia caritatis indivisibilis secundum gradus essentiales,
secundum quod magis a suo creatore intimatur subiecto et intimius radicatur in
eo, secundum hoc dat magis et nobilis esse subiecto et magis participatur a
subiecto. Sed quantum ad susceptionem magis et minus prout est in rebus natura libus
, respondet iste doctor sicut et doctor noster, secundo suo Quolibet, q . 14 ,
dicens quod intensio et remissio que est in secundis qualitatibus reducitur
ulterius in intensionem et remissionem , que est raritate et densitate. Hec
autem que est in raro et denso non reducitur ulterius in aliquam accidentalem
dispositionem , sed immediate reducitur in partes quantitativas materie , que
est ex sua natura : hoc habent quod possunt ab agente constringi : et sic
intenditur densitas ; et possunt ab eodem distendi et dilatari : et sic
intenditur raritas : et per hoc, ut dicit iste doctor, cessant multe
cavillationes que a modernis doctoribus inducuntur contra doctorem nostrum,
quia procedunt ex ignorantia illius solutionis.
L'INTENSITÉ DES FORMES D'APRÈS JEAN DE RIPA, par A. Combes in «ARCHIVES
D'HISTOIRE DOCTRINALE ET LITTÉRAIRE DU MOYEN AGE » Année 1956 ( Tome
XXIII ).
La modernità
MODERNVS
dal latino tardo modernus cioè "or ora, recentemente, poco fa, al presente"; lemma simile a modus, limite, termine, nel senso generale di "entro i limiti del tempo presente", a cui si aggiunge la desinenza -ernus per indicare appartenenza.
L'Europa e l'invenzione della modernità
in https://journals.openedition.org/qds/643#tocfrom1n3
Quando ci si interroga sull’identità dell’Europa, troppo spesso si ricercano origini comuni, oppure elementi di un patrimonio condiviso. L’approccio che qui presento intende allontanarsi da questo punto di vista, ponendo al centro l’analisi dei processi che hanno reso l’Europa il primo laboratorio della modernità. Tale cruciale esperienza non si iscrive in un tempo unitario, come troppo a lungo ha suggerito la definizione tradizionale di un’“epoca moderna” (early modern), che andava dalle grandi scoperte geografiche fino all’età delle rivoluzioni. Deve essere piuttosto compresa come un insieme di esperienze, tra le quali alcune (come la rinascita del diritto romano, fondamento della costruzione dello Stato) risalgono al Medio Evo, mentre molte altre si sono estese e sviluppate sino ai nostri giorni.
La nozione di modernità è infatti relativa e, a sua volta, mutante. Reinhard Koselleck (1986) ci ha insegnato l’approccio più efficace per recuperarne il significato più profondo nella semantica del concetto di movimento: dal vocabolo latino modus-modernus al suo uso al femminile come “moda” nel linguaggio quotidiano di oggi: qualcosa il cui valore massimo consiste proprio nel mutamento. A più riprese, le società europee si sono preoccupate di definire ciò che le distingueva dalle società che le avevano precedute: l’Umanesimo, le dispute tra Antichi e Moderni sono i momenti iniziali di questa auto-rappresentazione. Al di là delle rappresentazioni polemiche tra chi pretendeva di riappropriarsi dei valori del mondo antico e chi, al contrario, intendeva rompere con esso per inaugurare tempi nuovi, possiamo cogliere un nuovo concetto della storia come mutamento, come cammino dell’umanità. Dal Rinascimento all’Illuminismo questo gioco di tensioni si è riproposto costantemente e si è situato al cuore dell’identità europea, fissando ogni volta una concezione del tempo storico e una rappresentazione dei futuri possibili; al tempo stesso, ha organizzato i rapporti che l’Europa ha definito con i mondi non-europei.
Goethe, "Schlect und Modern!", Faust II A IV, Hochgebirg / Faust Vs 10176. (in Lexikon der Goethe-Zitate, Munchen : dtv, 1995)
lunedì 29 marzo 2021
Corpus
Un corpus è una collezione di testi selezionati e organizzati per facilitare le analisi linguistiche.
Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL)
sabato 27 marzo 2021
Il corpo nella Divina Commedia
- Poi ch’hei posato un poco il corpo lasso (Inf. I, 28)
- E caddi, come corpo morto cade. (Inf. V, 142)
- Che l’anima col corpo morta fanno. (Inf. X, 15)
- Quando si parte l’anima feroce | Dal corpo, ond’ella stessa s’è disvelta, (Inf. XIII, 95)
- E visse, e vi lasciò suo corpo vano. (Inf. XX, 87)
- E son col corpo che ho sempre avuto. (Inf. XXIII, 96)
- Se col suo grave corpo non s’accascia. (Inf. XXIV, 54)
- Per ch’io il corpo suso arso lasciai. (Inf. XXX, 75)
- Del padre loro Alberto e di lor fue. | D’un corpo usciro; (Inf. XXXII, 58)
- Ed egli a me: Come il mio corpo stea | Nel mondo su, nulla scienza porto. (Inf. XXXIII, 123)
- Sappi che tosto che l’anima trade, | Come fec’io, il corpo suo l’è tolto (Inf. XXXIII, 130)
- E forse pare ancor lo corpo suso | Dell’ombra che di qua dietro mi verna. (Inf. XXXIII, 134)
- Che questi lasciò un diavolo in sua vece | Nel corpo suo, e d’un suo prossimano, . (Inf. XXXIII, 146)
- E in corpo par vivo ancor di sopra. (Inf. XXXIII, 157)
- Come gente che pensa suo cammino, ! Che va col core, e col corpo dimora. (Purg. II, 12)
- Così com’io t’amai | Nel mortal corpo, così t’amo sciolta: (Purg. II, 89)
- dov’è sepolto | Lo corpo dentro al quale io facea ombra: (Purg. III, 26)
- Che questi è corpo uman che voi vedete (Purg. III, 95)
- L’ossa del corpo mio sarieno ancora | In cò del ponte presso a Benevento (Purg. III, 125)
- Quando s’accorser, ch’io non dava loco, | Per lo mio corpo, al trapassar de’ raggi, (Purg. V, 26)
- Che il corpo di costui è vera carne. (Purg. V, 33)
- Lo corpo mio gelato in su la foce | Trovò l’Archian rubesto; (Purg. V, 124)
- Vidi Conte Orso, e l’anima divisa | Dal corpo suo per astio e per inveggia, (Purg. VI, 20)
- Misurrebbe in tre volte un corpo umano: (Purg. X, 24)
- O anima, che fitta | Nel corpo ancora, inver lo ciel ten vai, (Purg. XIV, 11)
- Come a lucido corpo raggio viene. (Purg. XV, 69)
- Quando disanimato il corpo giace; (Purg. XV, 135)
- Perché suo figlio mal del corpo intero (Purg. XVIII, 124)
- E lascia il corpo vilmente disfatto. (Purg. XXIV, 87)
- A dir: Colui non par corpo fittizio. (Purg. XXVI, 12)
- S’io era corpo, e qui non si concepe, Come una dimensione altra patìo, | Ch’esser convien se corpo in corpo repe (Par. II, 37-39)
- Ma ditemi: che sono i segni bui | Di questo corpo, (Par. II, 50)
- Esto pianeta; o sì come comparte | Lo grasso e il magro un corpo, così questo | Nel suo volume cangerebbe carte. (Par. II, 77)
- Dentro dal ciel della divina pace | Si gira un corpo, (Par. II, 113)
- Virtù diversa fa diversa lega | Col prezioso corpo ch’ell’avviva, (Par. II, 140)
- Per la natura lieta onde deriva, | La virtù mista per lo corpo luce, (Par. II, 143)
- Lo corpo, onde ella fu cacciata, giace (Par. X. 127)
- E al suo corpo non volle altra bara. (Par. XI, 117)
- Chè gli organi del corpo saran forti (Par. XIV, 59)
- Come del corpo il cibo che s’appone (Par. XVI, 69)
- In Terra è terra il mio corpo, e saragli (Par, XXV, 124)
- Maggior bontà vuol far maggior salute: | Maggior salute maggior corpo cape, | S’egli ha le parti ugualmente compiute. (Par. XXVIII, 67-69)
- Noi semo usciti fuore | Del maggior corpo al Ciel ch’è pura luce, (Par. XXX, 39)
- Sì che l’anima mia, che fatta hai sana, | Piacente a te dal corpo si disnodi. (Par. XXXI, 90)
martedì 23 marzo 2021
Un esercizio, inbetween
InBetween
Una volta identificato il tema del proprio approfondimento da far confluire nel personale scritto meta-scientifico sviluppato intorno agli argomenti proposti per il corso di quest'anno individuare, in primis, una nuvola di parole gravitanti intorno all'idea, e scegliere una immagine che possa servire da emblema per il proprio "esercizio".
Pensare per immagini è un esercizio utile per affrontare ogni ricerca transculturale.
Machina
MACHINA. Liber Pœnitent. Gregorii III. PP. cap. 26 : Qui in Machinis dæmonibus immolaverit, secundum canonicam institutionem, 10. annos pœniteat. At aliter legitur apud Cumeanum Abbatem de Mensura pœnitentiarum cap. 7 : Qui immolat dæmonibus in minimis, uno anno pœniteat, qui in magnis, decem. (Vide Sortes Sanctorum, in Sors.)
« Machina » (par C. du Cange, 1678), dans du Cange, et al., Glossarium mediae et infimae latinitatis, éd. augm., Niort : L. Favre, 1883‑1887, t. 5, col. 161c. http://ducange.enc.sorbonne.fr/MACHINA
martedì 16 marzo 2021
I Ministeri della Res Publica ex Machina
Agricoltura, Beni culturali, Comunicazione, Difesa, Economia, Finanze, Giustizia, Industria, Lavoro, Minoranze, Natura, Ordine pubblico, Privacy, Qualità, Ricerca, Scuola, Trasporti, Università, Vita e salute.
Questa serie ipotetica di dicasteri, essenzializzata su una rigorosa lista ABC, può indirizzare alle considerazioni meta-scientifiche e meta-politiche su una società regolata da una Neocybernetic Governance.
Markus Schwaninger, Governance for intelligent organizations: a cybernetic contribution, in "Kybernetes" · May 2018.
lunedì 15 marzo 2021
L'immaginazione
Charles Baudelaire, Salon del 1859, Scritti sull’arte, in Opere, Milano : Mondadori, 1996, p.1199)
Antonio Valentini, Nel segno del possibile: arte e immaginazione in Baudelaire, "Studi di estetica", anno XLIII, IV serie, 1/2015.
martedì 9 marzo 2021
Le parole della "costellazione MACCHINA"
Greco antico:
λόγος [ὁ] (parola,
verbo)
μηχανή [-ῆς, ἡ] (macchina)
τέχνη [-ης, ἡ] (arte, tecnica)
ὄργανον [-ου, τὸ]
(strumento, arnese, utensile)
μῦθος [-ου, ὁ]
(racconto)
ἔργον [-ου, τὸ]
(lavoro)
ποιέω (creare, fare)
ἐργάζομαι (fare, produrre)
Latino:
ARS
FABER
FABRICA
INDUSTRIA
INGENIUM
INSTRUMENTUM
LABOR
MACHINA
Inglese:
engine
fabric
factory
industry
machine
work
lunedì 8 marzo 2021
Corpo
Il "corpo" è una parola che ha subito e subisce nella storia profonde trasformazioni culturali.
σῶμα [-τος, τὸ] (greco antico).
CORPVS [-ORIS] (latino), il termine, come in greco, è neutro.
corps (francese), cuerpo (spagnolo), Körper (tedesco).
body (inglese) ... corpse (=cadavere).
In cinese l'ideogramma 身 (Shēn) ha subito una evoluzione grafica che trae origine dall'immagine di una donna incinta.
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martedì 14 aprile 2020
Visibile / Invisibile: il virus
venerdì 13 marzo 2020
Crisi
venerdì 21 febbraio 2020
Big Data
La "macchina" cinese

Cinese tradizionale: 機 (ji)
Cinese semplificato: 机
mercoledì 19 febbraio 2020
martedì 12 marzo 2019
Le categorie della macchina
CATEGORIE
|
LA MACCHINA E’
|
Bellezza
|
Bella / brutta
|
Utilità
|
Utile / superflua
|
Realtà
|
Oggettiva / soggettiva
|
Precisione
|
Dettagliata / approssimativa
|
Complessità
|
Complicata / banale
|
Vita
|
Vitale / fatale
|
Funzionalità
|
Versatile / specializzata
|
Seduzione
|
Seducente / repellente
|
Memoria
|
Personale / collettiva
|
Memoria
|
Organizzata / caotica
|
Progresso
|
Utopica / pragmatica
|
Comunicatività
|
Immediata / mediata
|
Potere
|
Esclusiva / democratica
|
Scopo
|
Autoreferenziale / finalizzata
|
Proprietà
|
Master / slave
|
localizzazione
|
Concentrata / distribuita
|
Categorie emerse da una pubblica discussione, da confrontare con un post precedente.
lunedì 11 marzo 2019
martedì 12 febbraio 2019
ABBECEDARIO DELLA MACCHINA
B come bottone, Babbage
C come combustibile,
D come diktat,
E come elica,
F come finanza, Ford
G come gioco,
H come Highlander, HAL 9000
I come istruzione, Icaro
L come lavoro, Leibniz
M come morte, Marx
N come nonsense, Neuman
O come occhio, Olivetti
P come postumano, Pascal
Q come quesito,
R come ricordo,
S come strumento,
T come tempo, Turing
U come utopia,
V come verità,
Z come zoo,












